“Così, di tanto in tanto, devi lasciare svagare la mente, perché torni a te più pronta quando occorre pensare.”

(Fedro, Libro III, “Favole”)

La mente umana, l’arte per eccellenza, il motore di ogni individuo e del mondo stesso. La mente, qualcosa che pensiamo di conoscere ma di cui non sappiamo un bel niente, la portiamo con noi ogni giorno e rischiamo sempre di lasciarla per strada, di abbandonarla a vagare nei suoi pensieri, spesso non sappiamo né perché né a cosa stia davvero pensando. Pensiamo di essere padroni della nostra mente ma: lo siamo davvero? Ci credo poco, credo che si possa allenarla, si possa istruirla, parzialmente domarla e mantenerla lucida ma non esista nessun modo per dominarla. La mente è un elemento come il mare, in continuo movimento, in continuo cambiamento e turbamento, noi non siamo niente per poterla controllare, noi siamo, solo, dei veicoli attraverso i quali, la mente stessa, si fa scarrozzare in giro, osserva, apprende, a volte si rallegra, altre si altera o si oscura, in una nebbia troppo fitta per permetterci di vedere oltre. Siamo così piccoli, in questo mondo, eppure portiamo, dentro di noi, qualcosa di enorme, non tanto per grandezza ma per contenuto. Più cresciamo più si riempie, più la nostra età avanza più carico sarà il peso a gravare sul nostro collo, sulle spalle. La mente, una cosa meravigliosa e per la quale dovremmo, veramente, dedicare tutti i giorni della nostra esistenza, affinché possa esprimere tutte le sue potenzialità. Siamo pigri, troppo pigri, non la sfruttiamo, lei ci potrebbe aiutare molto, oppure potrebbe distruggerci, sta a noi la scelta, sta a noi saperla domare, tranquillizzare, mai assopire. Le menti più belle sono aperte e luminose, risiedono all’interno di involucri corporei brillanti di luce riflessa, è l’intelletto. Anche questo, ragazzi miei, non dipende da noi, si nasce muniti di intelletto, il nostro dovere è solo quello di condirlo, costruirlo ed educarlo. L’intelletto, a differenza della mente, se non adeguatamente intriso di sapienza, svanisce. La mente resta ma una mente senza intelletto è peggio della bomba atomica, si chiama cattiveria, quella cattiveria per la quale gli uomini diventano assassini o delinquenti. Facciamo qualcosa per evitare tutto questo. Studiamo, prima di tutto. Dobbiamo imparare a dominare questo elemento, con la consapevolezza dei saggi e con l’intelligenza, l’intelletto, dei dotti. Non dobbiamo lasciarci strappare via dal nostro mondo, dal quotidiano, dalla nostra routine, dalle nostre abitudini e dalla nostra educazione. Dobbiamo essere capaci di infilare tutto ciò, che di buono abbiamo appreso lungo la nostra strada, per breve o lunga che sia, dentro la nostra mente. Farle capire quali sono i binari entro i quali proseguire in modo lineare, per perseguire la nostra via, scelta, prescelta secondo dogmi educativi, familiari. La mente può tutto, può anche scegliere al posto nostro, può spingerci a fare cose che non vorremmo fare oppure può convincerci del contrario. Chi siamo noi? Di certo non siamo quello che si vede, forse, siamo quello che si percepisce una volta entrati in confidenza, siamo una mente dentro un corpo, è lei a dover essere bella e interessante, dell’involucro, come delle cornici dei quadri, dovrebbe importare ben poco. Invece, ormai, questo popolo di inetti guarda gli involucri, i tacchi alti e le cravatte, le scarpe firmate e i fisici perfetti, della mente, diamine, niente, neanche uno sguardo. Alcuni la dimenticano in un cassetto e si iscrivono a Temptation Island e al Grande Fratello, anche quello VIP, tanto per non sbagliare. La mente, in questo caso, che fine ha fatto? Potendo scegliere li avrebbe abbandonati per strada, legandoli davanti ad una Chiesa, chiusi in uno scatolone di cartone bagnato ma non può, quindi si assopisce e si atrofizza, implode, tanto a certa gente di avere una mente o meno importa poco. Gli basta trovare un buon chirurgo plastico, della mente dei suoi clienti fa volentieri a meno, della tariffa da pagare, invece, proprio no. Se solo non avessero dimenticato di avere un cervello, forse, sembrerebbero meno di plastica, adesso, dopo l’operazione. Questo solo per dire che la mente, non ben dominata, non genera solo cattiveria, malattie psichiatriche e assassini, ma anche tanta stupidità, peccato che, quest’ultima, vada così tanto di moda, ultimamente.

Andrea Costantini, The Future - da Cromofora La (Paloma)
Andrea Costantini, The Future – da Cromofora La (Paloma)

Andrea Cosentini, fotografo surrealista, nato nel 1977, riesce a combinare delle immagini che raccontano perfettamente i meccanismi, strani e pericolosi, della nostra mente, lo fa con molte forme, molti personaggi, in tutte le sue opere, non ha molta importanza chi sia il soggetto, ciò che conta è, solo, quello che si trova dentro quel cervello in subbuglio, condizionato dall’età del personaggio e, forse, anche dal luogo di nascita, di vita, alle frequentazioni. Costruire un percorso attorno ad un concetto di base privo di un archetipo, privo di un inizio originale, nato, vissuto, cresciuto ed edotto o indotto, le due cose sono ben diverse. Ciò che è edotto sa pensare, sa dominare i suoi istinti primordiali, la sua stessa mente, chi è indotto fa, e basta, non si pone problemi, evita le domande, ancora di più, le risposte, può solo cascare nell’inevitabile errore. Sono guai, drammi oppure solo sciocchezze dei nostri tempi, come il Grande Fratello, come Uomini e Donne. Frivolezze stupide che non fanno del male a nessuno, sempre ammesso che non si decida di considerare male il legittimare cotale scempio dell’umanità. Solo i bambini hanno ancora una mente libera, sana, tutta da costruire, da forgiare, peccato che possano nascere dai partecipanti ai suddetti reality, la cosa potrebbe essere, davvero, aberrante:

Andrea Costantini, Oblivion Wonderland - da Art People Gallery
Andrea Costantini, Oblivion Wonderland – da Art People Gallery

Lo studio della mente parte da un soggetto, prettamente, filosofico, artistico, si parla di conoscenza degli atti umani legati, in modo inscindibile, alla conoscenza di quella stessa mente istruita dall’involucro che se la porta a spasso. Ha, con sé, una coscienza, determinata dalle funzionalità cerebrali, se ben istruite e se ben allenate, questo è chiaro, tutto deve, per forza, inserirsi, collocarsi, e trovare un riscontro di accettazione, nel mondo che ci circonda. L’autocommiserazione non fa parte di un buon processo cognitivo, di una mente educata ed allenata. L’inserimento dona soddisfazione, accrescimento di una psiche solida e autoimmune alle cattiverie altrui. A questo punto si è delineata una scissione tra filosofi e psicologi, in qualche modo era necessario trovare distanza tra una materia empirica ed una scientifica, così Filosofia e Psicologia hanno preso due strade differenti, pur rimanendo in un campo, pressoché, identico; la, radicale, variazione rientra nell’ambito della Psicoterapia, allora, sì, possiamo parlare di scienza, non rientra in un discorso come questo ma, bensì, in uno studio accademico molto più mirato alla medicina, alla cura delle patologie, noi stiamo parlando di educazione alla conservazione di una mente lucida e sana, non voglio e non posso assurgermi a deus ex machina degli psicoterapeuti, non ne ho le competenze. Parlo di arte, la mente è arte, l’unica arte non creata dall’uomo ma spesso distrutta dallo stesso uomo che se la scarrozza in giro. “Che confusione, sarà perché ti amo”.

“Are you waiting on a lightning strike?
Are you waiting for the perfect night?
Are you waiting till the time is right?
What are you waiting for?
Don’t you wanna learn to deal with fear?
Don’t you wanna take the wheel and steer?
Don’t you wait another minute here?
What are you waiting for?

You gotta go and reach for the top
Believe in every dream that you got
You only living once so tell me
What are you, what are you waiting for?
You know you gotta give it your all
And don’t you be afraid if you fall
You only living once so tell me
What are you, what are you waiting for?”

(Nickelback, “What are you waiting for?”, 2014)

Il testo di questa canzone potrebbe chiarire molta della confusione creata fino a questo momento, è chiaro: che cosa stai aspettando? Anzi, che cosa stiamo aspettando? Forse, che sia tutto perfetto, che non ci siano pericoli, che si possa delineare l’istante giusto in cui prendere, finalmente, una decisione. Non lo abbiamo ancora capito: il fato non esiste, nemmeno il destino, ci si può credere solo per darsi delle giustificazioni, ci si può credere per avere qualcuno a cui dare la colpa ma, in realtà, è tutto nella nostra mente. Le domande che vorremmo porci, le risposte a cui vorremmo giungere, stanno dentro di noi, le portiamo a spasso e non sappiamo nemmeno di averle. Basta allenarsi ad apprendere, basta impegnarsi per comprendere, sarà tutto più facile, anche vivere, anche procedere, anche accettare ed accettarsi. La mente? Beh, la mente fa tante cose per noi e quando ci va contro lo fa per il nostro bene, diamo retta a quella vocina interiore che, spesso, sa darci buoni consigli, ai cattivi esempi abbiamo già pensato noi, da soli.

“La mente è un prodotto di predisposizioni ereditarie e di condizioni fisiologiche che si vanno organizzando col mezzo de’ sensi, e ricevono una impronta definitiva dall’ambiente morale e dall’educazione.”

(Francesco De Sanctis, parlando di Émile Zola)

Arianna Forni

Andrea Costantini New York - da Pinterest
Andrea Costantini New York – da Pinterest
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3 Comments

  1. Che cosa siamo, può dirlo il DNA…… ma chi siamo, è in continuo cambiamento. La mente, l’intelletto, la coscienza, chi può avere il controllo su di loro? Le dottrine , la disciplina, alcune religioni, aiutano a mantenere una mente calma ed immobile, facendo esercizio con lo YOGA. ” Vorrei avere la mente vuota come un guscio di noce……affinché il mio ingegno guizzi all’infinito” sosteneva un monaco buddista…e forse aveva ragione.Quando svuotiamo la mente da preconcetti e da pregiudizi le nuove idee possono prendere posto, ma se un individuo vuole dedicare le sue facoltà alle frivolezze……nessuno può impedirgli di farlo, è libero arbitrio, io so dove dedicare il flusso delle mie energie ed il mio tempo per pensare.
    Mesi fa ho letto un saggio di Julian Jaynes ” il crollo delle mente bicamerale e l’origine della coscienza ” scritto nel 1976 ma ancora attuale e gradevole……te lo consiglio se hai del tempo per leggerlo.

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