“I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sono sempre eleganti.”

(Giorgio Armani)

L’arte rientra nel contesto dell’eleganza, chi apprezza una buona arte apprezza l’eleganza, la sa riconoscere, la sa osservare e sa percepirne, assimilarne, tutti i valori, l’espressività di un portamento equivalente al bel parlare, alla cultura di un popolo in crescita, grazie alle proprie esperienze, ma ovattato da un nugolo di becera apparenza, eccessiva e disarmante. L’eleganza non è indossare un abito firmato, è, per lo più, saper vestire, sapersi comportare, avere una buona, se non ottima, padronanza della lingua italiana, della propria lingua madre, avere la capacità di stare in qualsiasi ambiente con una appropriata compostezza, senza ostentazioni, senza necessità di farsi notare. L’apparenza inganna, nella maggioranza dei casi, quella eccessiva, quella volgare, quella urlata, poi, non fa altro che catalogare, l’individuo in questione, in quel rango di maleducazione bandita da un certo tipo di ambiente, scacciata da quella rarissima èlite di persone nobili nell’animo, nel cuore e nella mente. Non siamo classisti ma sappiamo, e dobbiamo, riconoscere le differenze. L’eleganza è educazione.

“L’unico modo per farsi perdonare la troppa eleganza è l’essere sempre troppo educati.”

(Oscar Wilde)

Questa citazione, di Oscar Wilde, potrebbe andare benissimo se, al posto della troppa eleganza ci fosse la troppa ostentazione ma, forse, chi ostenta non saprebbe essere educato quindi possiamo interpretare la frase con una mancanza di capacità nella scelta della location entro la quale mostrare il proprio innato portamento. Potrebbe mettere a disagio gli astanti. Il portamento incute timore, spaventa gli ignoranti, mette in crisi ed è, per questo, fondamentale, trovare un equilibrio, e il giusto contesto, entro il quale inserirsi. Bisogna essere sempre a proprio agio, con persone adeguate al nostro modo di essere, accanto a gente che sappia apprezzare e non criticare. Bisogna, forse, trovare un equilibrio che porti tutti, ripeto tutti, a riconoscere e distinguere le cose di gusto da quelle di cattivo gusto. Come dice Jean Genet potrebbe esserci un compromesso, io, però, non sono d’accordo:

“Trovare un accordo fra cose di cattivo gusto: ecco l’eleganza.”

(Jean Genet)

L’eleganza è eleganza e riconoscerla nel cattivo gusto, del novanta per cento della popolazione, è sbagliato, sarebbe come dire che se tutti iniziano ad apprezzare il male allora è consentito trasformarsi in delinquenti. No, mai. Dobbiamo mantenere una netta distinzione tra giusto e sbagliato e dobbiamo saperla riconoscere attraverso la cultura, abbiamo tutti i mezzi a disposizione per essere persone migliori, per renderci persone migliori, per avere buone idee, per essere sempre capaci e caparbi, costanti e consapevoli dei nostri obiettivi, nell’eleganza e nel portamento dei nostri ideali, dei nostri valori, non soltanto delle passerelle che amiamo fare in mezzo agli eventi fashion che ci avvicinano ai VIP dei poveri di spirito, altrimenti certi idoli moderni nemmeno esisterebbero; io continuo a pensare che non abbiamo motivo di esistere. Va bene il business, va bene il marketing, va bene il digital marketing e va bene sapersi divertire ma, per favore, con eleganza, ritegno e amor proprio, tutto il resto è da buttare. Altrimenti potrei essere in accordo, totale, con il Progetto CHICken dei fotografi Moreno Monti e Matteo Tranchellini:

Moreno Monti e Matteo Tranchellini 2 - Progetto CHICken
Moreno Monti e Matteo Tranchellini – Progetto CHICken

Si tratta di una provocazione, ben riuscita. Polli e galline posano come le modelle d’alta moda e, francamente, ci riescono benissimo, nel loro essere animali da aia hanno un portamento che certi uomini non sarebbero mai in grado di replicare. Appare surreale, satirico, è bellissimo:

Moreno Monti e Matteo Tranchellini 1 - Progetto CHICken
Moreno Monti e Matteo Tranchellini – Progetto CHICken

Questo serve a spiegare quanto l’eleganza sia insita dentro ogni essere vivente dotato di un minimo cervello, anche se, in aggiunta, potrei dire che anche le meduse possono essere eleganti, quindi propongo di farsi delle domande e, in questo caso, darsi delle risposte nel più breve tempo possibile:

Medusa - da Picame
Medusa – da Picame

Dal momento che siamo entrati in un campo minato, di satira e paradossi, mi sembra giusto mostrarvi un paragone. Tra un batuffolo e l’altro bisognerebbe stabilire chi, o cosa, rappresenti, per noi, l’emblema di eleganza, naturalezza e portamento, mai forzato, essenziale nell’essenza propria dell’essere vivente in questione. Lascio a voi la scelta e le considerazioni del caso:

“Una donna deve essere solo due cose, elegante e straordinaria.”

(Coco Chanel, Citato in Livia Grossi, L’ultimo sogno di Coco Chanel, Corriere della Sera, 16 dicembre 2011)

Coco Chanel - da Psicolinea
Coco Chanel – da Psicolinea

Ecco, per Coco Chanel la donna deve essere elegante e straordinaria, mi vengono in mente solo le magnifiche muse di Boldini, quelle, sì, che sapevano il fatto loro, o forse era il pittore a saperne ritrarre la spettacolarità, non solo nell’abito ma anche nell’animo:

Giovanni Boldini, Signora bionda in abito da sera 1889 ca - da l'Espresso - La Repubblica
Giovanni Boldini, Signora bionda in abito da sera 1889 ca – da l’Espresso – La Repubblica

Proprio in questo Boldini, del 1889, non troviamo né opulenza, né snobismo, troviamo solo portamento di un’anima gentile, in una donna elegante, sicura di sé e sciolta nei movimenti. Il tratto, di questo grande maestro, potrebbe rendere straordinaria qualsiasi donna, qualsiasi uomo, ma, sono certa, non abbia mai scelto soggetti infimi di spirito ma solo individui che avessero, al loro interno, qualcosa di grande da raccontare. Un quadro racconta delle emozioni, questa donna, come tutte le sue donne, raccontano un mondo ormai lontano, quasi dimenticato, dai più, e ricordato, con nostalgia, dai più legati al dinamismo dei valori e non del corpo, non delle griffe. Le starlette hanno rovinato tutto, il consumismo ha rovinato tutto, hanno scialacquato e spento ciò che di buono eravamo riusciti a costruire nei secoli. Siamo retrocessi, andiamo indietro come i gamberi. Basterebbe fermarsi, ascoltare chi ha ancora un po’ di sale in zucca e fare, di nuovo, un passo avanti, verso la cultura, verso l’arte, verso un sistema equilibrato che sappia guardare il cuore delle persone e non le scarpe che indossano. I ragazzi di oggi non hanno niente in testa ma portano i pantaloni sotto l’elastico delle mutande e magliette da spiaggia anche nelle classi, tutto è concesso, tutto è lecito. La conseguenza diretta è avere persone incapaci di lavorare, incapaci di gestire e organizzare la propria vita, figuriamoci se possano essere in grado di amministrare una famiglia. Un Paese senza famiglie è un Paese senza futuro; laddove mancano le basi famigliari mancheranno, conseguentemente, le basi governative, la sola cosa importante sarà farsi vedere, mostrarsi per ciò che non si è e convincere qualcuno ad emulare il negativo. D’altra parte è più facile fare le stories su Instagram, sognando di diventare Chiara Ferragni, piuttosto di aprire centinaia di libri e apprenderne il contenuto. L’eleganza è questo: apprendere e sapere dove utilizzare le proprie conoscenze e, soprattutto, come farlo. Non c’è altro. Ci mancano le basi, lo dice anche il duo comico di Colorado, i Panpers, nella loro canzoncina estiva molto pungente ma poco compresa se non da qualcuno, nel frattempo resta saldo Andiamo a Comandare di Rovazzi. Cosa vogliamo fare? Da tre giorni a questa parte l’argomento più elegante del web è il matrimonio The Ferragnez, come se la gente sperasse di entrare nello show business seguendo due grandi strateghi. Sull’onda della cultura attuale hanno saputo costruire un impero. Basterebbe capire che non è questo l’impero di cui abbiamo bisogno.

The Ferragnez, 1° Settembre, Noto, Sicilia - da Ultime Notizie Flash
The Ferragnez, 1° Settembre, Noto, Sicilia – da Ultime Notizie Flash

Ma dove siamo finiti?

Arianna Forni

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