Leggerezza, elasticità, concentrazione, forza, equilibrio, stabilità, pace, benessere, sensazione di libertà nel corpo, così come nello spirito: questo è praticare lo Yoga, è essere l’essenza stessa di sé, con la cognizione del proprio fisico all’interno dello spazio e della propria anima. “Allorché la virtù dello Yoga in quintuplice modo è sorta da questo costituito di terra, acqua, fuoco, aria ed etere, non vi è più malattia, non vi è più vecchiaia, non vi è più morte per cui il quale ha conseguito un corpo siffatto foggiato dal fuoco dello Yoga.” (tratto da Upaniṣad del “saggio coi bianchi muli”, di Śvetāśvatara Upaniṣad) Lo Yoga è uno sport, lo dico per gli scettici che, come me, hanno sempre pensato fosse più una sorta di religione che di attività fisica, un’ossessione legata ad un concetto di “peace and love” lontano dagli stereotipi di molti, poi, non so esattamente perché, mi sono lasciata convincere: ho provato, è stato amore a prima vista. Diventa uno stile di vita, diventa una necessità, diventa una fonte di idee, di concentrazione, di riconnessione con ciò che ci interessa ottenere, con i nostri obiettivi e, perché no, anche con le nostre preoccupazioni. Lo Yoga ci pone davanti a tutte le nostre debolezze, fisiche e mentali, ci fa guardare in faccia alla nostra, più intima, realtà, ci dona la chance di avere delle risposte nella serenità di un impegno fisico e intellettuale totale. Non hai attimi di tregua, puoi solo cercare di fermare il tempo e ascoltarti. L’ascolto, come avviene in qualsiasi conversazione, garantisce la possibilità di comprendere, per comprendere intendo proprio capire, carpire, sciogliere degli enigmi, fino a quel momento, celati dietro ad una coltre di fitta nebbia tardo-autunnale. Lo Yoga riporta la luce, da qui il famosissimo saluto al sole e le altre pose, apparentemente, impossibili che, attraverso la liberazione delle oppressioni mentali, diventano possibili. Ogni posizione si ottiene solo attraverso l’apertura di una gabbia, quella della propria anima; attenzione, però, non mediante l’esclusività della forza muscolare. I muscoli si adattano, si plasmano continuamente, si può raggiungere una forza impressionante senza liberarsi di quei pesi che solo lo Yoga può, veramente, toglierti di dosso. E allora, solo allora, potrai dire di essere libero.
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Non dico che sia semplice, non dico che si possa raggiungere altissimi livelli in breve tempo; sfogliando gli archivi web si possono trovare alcune posizioni davvero accattivanti che, come per tutti gli sport, prevedono anni di allenamento, anni di costanza, anni di errori, anni di sudore. Il concetto fondamentale, però, non è farsi scattare la foto da copertina, il nocciolo della questione è assimilare il significato di mettersi alla prova per risolvere i propri agghiaccianti subbugli interiori. L’equilibrio è qualcosa di molto soggettivo, è, per antonomasia, instabile, fluttua insieme al ticchettio dell’orologio, non è fermo, non ha una forma concreta ma è, indiscutibilmente, visibile.“Equilibrio non è la posizione di un uomo seduto pacatamente su una poltrona. Il vero equilibrio è quello del cavaliere sul suo cavallo, mentre realizza con la massima intensità tutte le sue potenzialità.” (Plinio Corrêa de Oliveira)
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Viviamo in un mondo difficile “e vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto” (Antonio de la Cuesta, meglio noto come Tonino Carotone, nel 1999), dobbiamo trovare il nostro equilibrio, dobbiamo renderci merito per gli sforzi quotidiani, dobbiamo avere ben chiaro in mente dove stiamo andando e, soprattutto, come mai abbiamo scelto proprio quella strada. Non è facile. Lo Yoga, però, può aiutarci. Questa sensibilità estrema verso il proprio corpo aiuta, davvero, a sentire, in egual misura, anche la propria mente e, con questo, ad avere un controllo su di essa, mantenendo, appunto, equilibrio, mutevole seppur stabile. Da qui nasce lo Yoga, come detto e ribadito, dinamico. Se lo Yoga dinamico è equilibrio, l’uomo pratica lo Yoga dinamico, l’uomo è equilibrio. Adoro i sillogismi perché sono la semplicità dell’essenza concettuale, anche dell’assurdo, alle volte, ma quell’assurdo potrebbe rivelarci nozioni alle quali non abbiamo mai, veramente, fatto caso.
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Siamo tutti sulla stessa barca, tutti coinvolti dagli stessi, inesauribili, desideri, siamo uomini, siamo umani ed è attraverso la nostra umanità che dobbiamo apprendere, acquisendo concentrazione, sapienza, sì, equilibrio. Fare Yoga dona milioni di possibilità per guardare, in modo piuttosto nitido, al nostro presente e al nostro futuro. È una disciplina trasformata in uno stile di vita, diventa imprescindibile, diventa uno status fisico e mentale di cui avere bisogno. I progressi, lavorativi, psicologici e relazionali sono eclatanti. Vi parlo da scettica che si è lasciata convincere dalla curiosità prima della sicurezza di una buona riuscita. Ho tratto benefici continui, crescita esponenziale, sicurezza e padronanza del mio essere, nell’intimo di un ego profondo, mai conosciuto prima. Ne sono affascinata, sono stupefatta, sono me stessa attraverso una pratica che non ho mai considerato sportiva. Unire sport e mente significa rendersi autonomi, sicuri, protetti dalle proprie idee, certi di poter prendere delle decisioni equilibrate in uno spirito concreto, attraverso quel corpo fatto di carne, ossa, muscoli, acqua che rende umano l’uomo. Mens sana in corpore sano. Si può credere o meno ma non si possono tirare conclusioni e giudizi sulla base di quello scetticismo di cui, spesso, siamo vittime inconsapevoli. Il bene supremo è superare i propri preconcetti per andare oltre. Questo oltre è l’essenza. Senza essenza smettiamo di essere uomini, restiamo inerti e inermi davanti ad un mondo che ci corre accanto, davanti, di fianco, dietro, sopra e sotto, privi di cognizione di quello spazio che può essere benefico o malefico a seconda del nostro punto di vista, a seconda di quella predisposizione umana data dell’intelletto e dall’intelligenza.
Chi siamo? Io sono Arianna, voi?
La risposta non è mai semplice, nessuno sa, davvero, chi è, molti dicono di averne la certezza, altri indossano la solita maschera capace di renderli qualcosa di specifico in un dato ambiente ma non saranno mai davvero liberi. La libertà, differente dell’anarchia, è essere ciò che si è senza limitare le proprie necessità al fine di compiacere il mondo circostante. Essere liberi significa liberare la propria mente dall’oppressione causata dal peso degli anni trascorsi, il menhir del proprio passato che grava sulle nostre spalle, su quelle di tutti noi. Essere liberi significa trovare la propria elasticità. Un fisico elastico può aprire le porte ad una mente altrettanto flessibile e lo Yoga aiuta, lo fa davvero.

Arianna Forni

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