Un poéme est un mystère dont le lecteur doit chercher la clef”
(Stéphane Mallarmé)

Un mistero, una chiave di lettura, uno sguardo sul mondo, sulle novità, sullo stupore vorso qualcosa di nuovo, di sconosciuto, di affascinante, di stupefacente. Saper guardare i dettagli, saperne riconoscere l’umanità e l’unicità, saper osservare per vedere, apprendere per assimilare, per respirare una cultura diversa. Un’aria vibrante, culla lo spirito e apre la mente. Siamo tutti uguali, sì, ma siamo, tuttavia, tutti diversi. Che bellezza l’arte di saper imparare. Una ville lumière moderna, un grande città dai mille volti e, soprattutto, dai mille occhi. Non te lo aspetti, non puoi aspettartelo; chi pensa alla Russia immagina grandi colbacchi, Night Club, uomini in pelliccia con grandi anelli d’oro e catene altrettanto vistose, belle donne a fare da ancelle, fiumi di denaro, lecito o illecito, poco importa. Ti immagini opulenza fastidiosa, ti immagini uno shock vistoso di uno stile appartenente al passato. Ti immagini i gangster, la mafia russa, le armi, i trafficanti. Beh, immagini male. Questa, malgrado tutto, è la versione, la visione provocatoria, di Robbie William nella sua “Party like a Russian”, che gli ha portato non pochi problemi vista la cancellazione di qualsiasi tour organizzato nel Paese, nonché la perdita della possibilità di esibirsi nel corso della cerimonia di apertura dei Mondiali di Calcio Russia 2018.

“It takes a certain kinda man with a certain reputation
To alleviate the cash from a whole entire nation
Take my loose change and build my own space station
Just because you can, man
Ain’t no refutin’ or disputin’ I’m a modern Rasputin
So contract disputes to some brutes in Louboutin
Act highfalutin while my boys put the boots in
Yeah you can, can
(Spasiba)”
e questa è solo la prima strofa.

Vista frontale Cremlino, Mosca – diritti riservati PIC by AF

Un insulto, dal punto di visto di Putin, un insulto ad un popolo di rigorosi cittatini, dediti e fieri. Un insulto al potere, un insulto alle leggi, un insulto a chi le rispetta. Vedere per credere. Qui, in Russia, chi sbaglia paga, lo fa davvero. Attraversi, sulle strisce pedonali, con il semaforo rosso? In Italia, casomai, qualcuno ti strombazza, là nessuno proferisce verbo, ti ammanettano e passi una notte in cella, paghi una multa salatissim, poi te ne torni a casa, vedrai che la prossima volta aspetterai il tuo turno! Severi ma molto chiari. allora è meglio attenersi alle regole, basso profilo, concentrazione, questa è la cornice attraverso la quale ammirare le bellezze di un’arte storica, meravigliosa e di un’arte moderna, accattivante, ben amalgamate l’una nell’altra.

Bolshoi – Diritti riservati PIC by AF

Insomma, ti immagini un enorme Paese privo di valori, senza una definita cultura sociale e, maledettamente, pericoloso. Prendiamo un bel respiro, facciamo marcia indietro e catapultiamoci a Mosca, in quella vera. Già l’aeroporto sa dire la sua. Regole non scritte ma ben visibili, guai ad uscire dagli schemi. Questo è un Paese con la P maiscola, è un luogo serio, altro che pagliacci in colbacco, qui si riga dritti, stanno tutti bene, sono tutti felici, almeno così sembra. Sporcizia? Non esiste. Deliquenza? Esiste ma segregata in alcuni quartieri, difficilmente visibile, se ne stanno in sordina, non li vedi, non li senti, non si sa nemmeno se esistano veramente. Educazione? A modo loro, sono tutti gentili, affabili e disponibili. Istruzione? Impeccabile. Poi ci si domanda perché Berlusconi sia tanto amico di Putin; la risposta è ovvia: magari fosse riuscito ad essere come lui, ma noi siamo Italiani, le regole non ci piacciono, la pattumiera la gettiamo per la strada e l’educazione, insieme alla cultura, riteniamo siano aspetti del tutto irrilevanti, leziosi e stucchevoli. Pace all’anima della Santa Accademia della Crusca. Lasciamo perdere il discorso istituzionale, politico, organizzativo, mi abbasserei a parlare dell’ovvio. In Russia ognuno conosce il suo compito e lo svolge con passione; in Italia ognuno ha il suo compito e quando diventa fisso lo svolge, sì, con passione, per lo stipendio. Ho scelto, deliberatamente, di iniziare con un paragone diretto, è doveroso, magari potessimo imparare qualcosa da loro, non tutto, per carità, almeno qualcosa. Gli italiani non imparano da nessuno, adorano il paragone con il “peggio”, tanto per sentirsi sollevati, si nascondono dietro l’emulazione dei loro simili. Il branco protegge ma genera morte, l’unicità è un pericolo ma ti dona la vita. Gli italiani? Sono un branco, sì, un branco di “posti fissi”, un branco di “capre”, in queste occasioni Sgarbi riesce sempre ad aiutarmi a trovare le parole giuste. Mi viene la pelle d’oca e non capisco. Torniamo a Mosca. La Ville Lumière!

Mosca – diritti riservati PIC by AF

Sapete cosa sia una delle prime cose che consigliano di visitare a Mosca? Molti lo sapranno ma chi non ne è ancora a conoscenza resterà stupito: la Metropolitana! Non serve fare un paragone con le nostre, no, non serve proprio!

Metropolitana Mosca – da eurasiatx

Sarà, io sono rimasta abbagliata da questa città, abbagliata dalle luci, dai colori vivi, dall’alternanza tra modernità e storia, dai grandi grattacieli, stile newyorkese (tranne la Trump Tower sia chiaro!), agli spendidi palazzi del centro. Se chiudi gli occhi, proprio vicino all’ingresso della Piazza Rossa riesci a sentire gli zoccoli dei cavalli e il rumore delle ruote del calesse che porta lo Zar a riposarsi nel mezzo di una naturala natura cittadina, conservata, protetta e riservata a chi ne sappia apprezzare il valore. Una meraviglia che attira i turisti, gli artisti, gli storici dell’arte, gli studiosi, nel loro insieme. Non è sufficiente vederla una volta. Bisogna tornarci. Per forza. Una non è abbastanza, forse nemmeno due, per il momento mi accontento di aver imparato a leggere il cirillico, anche se solo in maiuscolo è già qualcosa. Anche in questo caso, l’importante è saper trovare una chiave, sciolto l’enigma, schiuso il mistero.

Arianna Forni

Mosca, Modern Art – Diritti riservati PIC by AF
Le porte illuminate verso le Mura della Piazza Rossa – Diritti Riservati PIC by AF
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